Una strana considerazione questa sera. È tardi, fra pochi minuti finisce anche il Natale 2011. Mentre ognuno a casa sua o con amici festeggia, smaltisce sbornie, si organizza per la giornata del 26 a Milano un gruppo di ex-lavoratori sta provando a diffondere le motivazioni della sua protesta. Sono persone che lavoravano per le aziende che avevano l’appalto del servizio notte Trenitalia. Lavoratori che con il nuovo orario invernale entrato in vigore giorno 11 hanno perso il lavoro. Con essa le speranze di un futuro dignitoso. Perché non trovi un altro lavoro a 40 o a 50 anni, perché pensi che devi dare risposte ai tuoi figli, all’eterna fidanzata che non puoi sposare perché non hai un posto stabile, semplicemente al tuo amor proprio che vorrebbe realizzassi qualcosa nella tua vita.
Per chi non conoscesse la vicenda mi limito qui a rimandare a due servizi pubblicati sul giornale che curo insieme a uno splendido piccolo staff.
Posto quindi il link al servizio del 22 novembre e al video postato poi in data 13 dicembre
Natale si è appena concluso, scatta ora la mezzanotte. Quelle persone lì a Milano sono ancora sulla torre. Per riscaldarsi serve legna. Anche la legna è finita. Ecco spero che lì a Milano qualcuno pensi a portar della legna, perché possano riscaldarsi e portare avanti questa dignitosissima protesta.
Sarebbe bello se invece di criticare, di far semplicemente spallucce, ci si unisse tutti. Bloccare tutti insieme in tutta Italia ogni via possibile. Perché la crisi che vogliono far pagare a tutti noi non è una crisi nostra. E non è “orgoglio nazionale” quello che ci serve, serve solo riscatto nazionale.
Prima di tutto da una classe politica e dirigente composta da inetti, incapaci e ladri.
Ma intanto portate la legna al binario 21 della stazione di Milano centrale. Ora.
Luigi Asero
caro luigi se stavi più attento avresti saputo che qualche giorno fa un servizio su treni italia e su questo episodio, striscia la notizia, ha fatto un servizio su 55 operai del messinese…. e con grande rispetto per tutti io personalmente preferisco sposare la causa SICILIANA anche perchè gli operai del “nord” hanno la possibilità di essere inglobati fra il personale della linea freccia rossa… invece quelli del “sud” hanno solo la possibilità di stare in mezzo alla strada…. asfaltata…. un caro saluto. Ignazio Russo
Ignazio, mi spiace non sia stato attento tu. Ma può capitare…
Intanto basta leggere il mio servizio su La Voce dell’Isola (servizio che ho linkato) per rendersi conto che sono 800 di cui 82 a Messina. A Milano si svolge la protesta ma sono i dipendenti della stessa azienda. Inoltre la crisi è italiana, non siciliana. Dobbiamo combattere tutti insieme, secondo me. E senza tralasciare nemmeno chi è straniero (anche se in questa vicenda non ci sono queste problematiche). La crisi italiana, che è poi mondiale, non deve diventare (come “lor signori” vorrebbero) la solita guerra fra poveri, ma fra popolo e dirigenti infedeli. E profumatamente pagati.
Per quanto mi riguarda quindi penso di conoscere bene la vicenda degli ex ServiRail, 82 messinesi compresi. E combatto per tutti 800 insieme.
Come per chiunque si trovi in tale situazione. Caro saluto ovviamente ricambiato. Luigi Asero